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Alessandra Schepisi, una giornalista che fa parlare la bicicletta

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Alessandra Schepisi

Legenda
A: Alessandra Schepisi
F: Filippo Catania

F: Sono con Alessandra Schepisi una giornalista di Radio 24 che lavora lì da 20 anni, si occupa di cronaca politica ed è una delle speaker del Giornale Radio; è autrice e conduttrice di A Ruota Libera, una seguitissima trasmissione sulla mobilità ciclistica di Radio24.
Ciao Alessandra!

A: Ciao Filippo! Grazie per l’invito.

F: Benvenuta a Pedalognigiorno e grazie per la disponibilità.
Alessandra raccontami un po’ come è nata la trasmissione, quanto difficile è stato inserire questa nel palinsesto di Radio 24

A: la trasmissione si chiama A Ruota Libera esiste da quasi due anni dall’estate del 2018 all’interno di un contenitore domenicale che si chiama Passione Domenica che vuole raccontare le tante passioni: dai viaggi al giardinaggio, dalla musica alla corsa, al cinema. Ha trovato spazio anche il tema della bicicletta, uno spazio che in realtà, devo dire, ho proposto tanti anni fa. Come hai detto tu sono vent’anni che sono a Radio24, veramente tanto tempo e la bicicletta forse all’epoca era percepita come qualcosa di nicchia. Questa mia proposta all’inizio non ha avuto molta fortuna; il tempo, secondo me, e anche la consapevolezza un po’ di tutti, hanno contribuito affinché la bicicletta uscisse dalla sua dimensione prettamente ludico-sportiva e quindi parlare di bicicletta vuol dire parlare di tanti mondi, un mezzo che si può avvicinare in tanti modi diversi. La bici è anche un mezzo di trasporto, un mezzo per scoprire il mondo, per viaggiare, per stare all’aria aperta, per fare cicloturismo, la bici è l’impresa che si possa raccontare; bici come oggetto in sé, di design, come cultura perché rappresenta anche la libertà, le storie di emancipazione femminile che sono passate attraverso la bicicletta. La bici è anche logistica, la bike Economy, l’economia di cui ci occupiamo molto nel gruppo 24ore.

F: Infatti io sono un ascoltatore assiduo di Radio 24 e la cosa che mi piace di te è che la passione si sente, come lo slogan della radio: la tua passione per la bicicletta traspare. Sei una ciclista urbana e questa cosa mi piace molto.
I radioascoltatori di Radio 24 sono un target abbastanza eterogeneo, ce ne sono di tutti i tipi e quanto di coloro che non vanno in bici sono disposti a capire chi invece in bici va?


A: Ecco hai detto bene: il target degli ascoltatori è molto eterogeneo perché ci sono persone di tutti i tipi: non siamo una rivista specializzata che parla di bicicletta, ci rivolgiamo ad un pubblico variegato e quindi ci sono anche coloro che magari non sopportano molto di vedere le bici per le strade della città. Però ho visto che c’è un grande interesse soprattutto di chi non usa la bici come mezzo di trasporto e non vede molto volentieri la convivenza tra bici e auto in città; magari apprezza il consiglio sull’itinerario cicloturistico per fare appunto turismo. Adesso, questo lo sai, meglio di me, c’è una grande voglia di bici dopo il lockdown, ci sono anche le file ai negozi per comprare le biciclette: proprio dagli ultimi dati ci raccontano che siamo a +60% di vendite in un mese rispetto al 2019. Comunque c’è una grande voglia di usare questo mezzo, ci sono anche gli incentivi: però al di là dell’incentivo governativo si sente un po’ il desiderio di utilizzare questo mezzo che comunque offre tanti vantaggi in questo periodo. Ricevo tanti messaggi anche di persone che chiedono del bonus o di che bici scegliere per la città. Molti mi chiedono anche itinerari cicloturistici da fare in giornata, dalle grandi città chiedono dove andare da Milano per le città del nord; c’è molta richiesta di consigli su dove andare da persone poco esperte che non hanno mai utilizzato la bicicletta. Tante persone hanno tirato fuori la bicicletta dalla propria cantina per farla riparare. Sono andata a fare dei giri per i negozi di Roma e ho sentito tante persone che vogliono rimettersi in sella. Il problema è quello della sicurezza delle infrastrutture che andrebbero adeguate

F: Sì questa questa della sicurezza stradale è assolutamente un tema primario tant’è che coloro che non vanno in bici come primaria motivazione adducono quella della sicurezza: non si sentono sicuri e in parte hanno ragione perché veramente la strada è fatta solo per le auto.

Hai detto tu che le persone si stanno avvicinando alla bicicletta, e lo stiamo vedendo, la quale è strettamente legata al tema ambientale di cui moltissimi di noi hanno piena coscienza mentre sembra che a molti non importa nulla e speriamo che l’interesse per la bicicletta abbia anche questa motivazione: un interesse per la propria salute, per la propria vita. Ti sto dicendo questo perché conduco battaglie ambientali dai lontani anni Settanta, da quando ero giovanissimo, ed il problema è verso coloro che appunto non sono molto sensibili alle tematiche ambientali quindi alla vivibilità delle città: come facciamo a comunicare la bici e le tematiche ambientali, tu che sei ovviamente decisamente esperta nel settore della comunicazione?

A: Ma io forse perché appartengo al gruppo 24 ore e ci occupiamo molto di tematiche economiche forse la leva potrebbe essere quella di far capire, e ci sono tantissimi studi in questo senso, quanto sia economica la bicicletta e anche quanto sia di minor impatto ambientale. Dicevo che ci sono anche tantissimi studi che dimostrano come davvero ci possa essere un risparmio anche per il sistema sanitario nazionale e per noi stessi: se usiamo la bicicletta abbiamo comunque un maggiore benessere psicofisico. Anche ad Amsterdam, che negli anni 60 è una delle città più trafficate d’Europa e c’era davvero il problema della congestione del traffico, i cittadini hanno cominciato a usare la bicicletta perché comunque conveniva dal punto di vista del risparmio economico e di tempo, di stress perché poi lo Stato, le Amministrazioni si sono mosse per creare un ambiente favorevole all’utilizzo della bicicletta.

F: proprio così perché lo Stato italianoda un paio d’anni a questa parte si sta muovendo in qualche modo ed i risultati cominciano a venir fuori

A: Se si inizia a parlare di incentivi per il bike to work ci potrebbe essere qualche interesse. Chiaro che non possiamo obbligare tutti ad avere una coscienza ecologica, però si può stimolare attraverso incentivi per bike to work e bike to school le campagne di sensibilizzazione per parlare di tutte queste cose e alla fine magari le persone capiscono che la bici può anche può avere anche la sua convenienza economica, con maggior benessere e poi magari nasce anche una coscienza ambientale.

F: infatti noi lavoriamo tanto per questo. Come sai sono nella Fiab e lavoriamo veramente quotidianamente per promuovere l’uso della bicicletta e per la tutela dell’ambiente.

Alessandra io ti ringrazio moltissimo, ho avuto questa grandissima soddisfazione, questo grandissimo onore di intervistarti: ti vogliamo tutti bene perché fai un lavoro egregio per la diffusione del “verbo” cioè della promozione della bici e veramente lo fai benissimo. E poi ti vogliamo bene perché vuoi bene al nostro caro amico Alessandro Ricci che ci declama le sue borracce di poesia.


A: Filippo Grazie davvero grazie

F: Alessandra grazie, tante grazie ciao ciao