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gli spostamenti casa-lavoro, intervista a Giancarlo Odoardi

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Ho incontrato Giancarlo Odoardi, consulente per la Mobilità Sostenibile e per il compostaggio, giornalista specializzato in comunicazione ambientale.

Giancarlo, recentemente hai formato 30 Mobility Manager scolastici del Comune di Pescara, in Abruzzo.
Puoi spiegare cos’é il Mobility Management?

Il concetto di Mobility Management viene normato dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27/03/1998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” (di concerto con i Ministeri dei Trasporti e dell’Economia e delle Finanze). L’art. 3, comma 1, recita che “Le imprese e gli enti pubblici (…) con più di 300 dipendenti (…) adottano il Piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale (…) finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale e ad una migliore organizzazione degli orari per limitare la congestione del traffico”.
Con Decreto Mobilità Sostenibile 27/03/1998 – Art 3, comma 3 – viene istituita dai comuni di cui al comma 1 dell’art. 2, presso l’ufficio tecnico del traffico, una struttura di supporto e di coordinamento tra responsabili della mobilità aziendale che mantiene i collegamenti con le amministrazioni comunali e le aziende di trasporto. Le imprese e gli enti con singole unità locali con meno di 300 dipendenti possono individuare i responsabili della mobilità aziendale ed usufruire della struttura di supporto. Tale struttura potrà avvalersi di consulenze esterne. 
Nel 2015 viene prevista l’identica figura per la scuola, con il compito di predisporre i Piani spostamenti casa-scuola (PSCS).

In sintesi, quali sono gli scopi del Mobility Management?
Obiettivo dichiarato delle azioni di Mobility Management è, già dal 1998, ridurre l’uso del mezzo di trasporto privato individuale nonché in sostanza pervenire ad una migliore organizzazione degli spostamenti sistematici.

Come attua i propri obiettivi il responsabile della mobilità aziendale, il Mobility Manager?
Alla base delle azioni di Mobility Management ci sono le cosiddette misure “soft”, che consentono di migliorare l’efficacia di quelle “hard” impiegate nel trasporto urbano (nuove linee di tram, nuove strade o nuove piste ciclabili). Le misure soft non richiedono grandi investimenti finanziari, potendo garantire un rapporto costi/benefici estremamente vantaggioso.

Fin qui obiettivi e compiti del Mobility Manager. Contemporaneamente sono necessarie delle politiche che permettano una migliore organizzazione degli spostamenti casa-lavoro.
In tal senso assumono particolare importanza gli impegni per la promozione di campagne di comunicazione motivazionali che accompagnino l’introduzione di servizi innovativi per la mobilità, i servizi di trasporto pubblico dedicati e/o convenzionali e la diffusione delle tecnologie innovative. Lo smart working è una di queste misure, come lo sono la sostituzione del mezzo privato motorizzato con formule di car sharing e car pooling, agevolazione del trasporto pubblico, significativo ricorso all’utilizzo della bicicletta sia privata che in condivisione, disarticolazione degli orari d’ingresso e di uscita.

Grazie Giancarlo Odoardi, tornerai sicuramente ospite di Pedalognigiorno.