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Il prossimo futuro del cicloturismo secondo Pierpaolo Romio, CEO di Girolibero/Zeppelin

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Girolibero

Legenda
F: Filippo Catania
P: Pierpaolo Romio

F: Grazie per aver accettato l’invito a pedalognigiorno

P: ciao!

F: Dopo che hai percorso 500.000 km in autostop in tutta Europa, dopo che hai lavato piatti a Canterbury, dopo che hai venduto arredamenti per gelaterie in Germania, nel ‘98 hai fondato Girolibero Zeppelin che è leader tra i tour operator di viaggi in bicicletta. Sei anche CEO Chief Executive Officer cioè, come ti definisci tra il serio e il faceto sul tuo sito, il “capo” di Girolibero. Visitando il sito della tua azienda ho visto un video girato mentre qualcuno innaffia di numerose piante di limone nella sede purtroppo vuota, ma ancora per poco: la ripartenza è testimoniata anche dall’uscita delle piante di limoni all’esterno quindi a nuova vita.

Da questo sorge la prima domanda delle 100.000 che vorrei farti: secondo te la normalità che aspettiamo presto sarà la stessa oppure cambieranno un po’ di cose dopo questo sconvolgimento totale?

P: Vedo che hai letto il mio curriculum vitae non in formato europeo, ma in formato “casa mia” con episodi e che fanno parte del mio passato di cui sono orgoglioso. Ho conosciuto molto bene l’Europa, e la Germania in particolare, per vendere arredamenti per gelaterie e quindi ho preso lo spunto per partire con questa nuova avventura ormai 22 anni fa: come operatore turistico specializzato in vacanze in bicicletta, vacanze facili in bicicletta.

Come hai detto sono un capo molto modesto, di un’azienda che fattura 18 milioni di euro con 50 dipendenti: da due mesi a questa parte Girolibero si è bloccata completamente e cerca di guardare al futuro che non vuol dire un mese o due mesi. Abbiamo capito tutti che il nostro futuro per cominciare a riprogettare sarà fra sei mesi, fra un anno quando torneremo a fare veramente quello che stavamo facendo prima in termini di numeri e di programmazione. Sono estremamente rispettoso dell’ordine che mi arriva dall’alto che mi dice di stare chiuso: se fossi in Svizzera e mi dicessero di uscire stando lontano dal tuo vicino lo farei senza discutere. Eseguo le disposizioni proprio per tutelare, prima che me stesso, tutta la mia popolazione, tutto il mio vicinato, tutta la mia tribù.

Cosa faremo alla riapertura? Ci siamo sempre basati sulla settimana in bicicletta portando gli italiani a pedalare all’estero: una settimana lungo la pista ciclabile del Danubio, lungo altre ciclabili in Olanda, tra Parigi e Londra; portiamo gli stranieri a pedalare in Italia sempre per una settimana da Bolzano a Venezia, li portiamo a pedalare in Puglia da Matera a Lecce, li portiamo in Toscana da Pisa a Firenze. Il prossimo mese, i prossimi tre mesi non avremo stranieri in Italia né italiani da portare all’estero: penso che l’italiano medio farà fatica a programmare una settimana in bicicletta, ma se gli offro una bici elettrica facile da usare riesco a fargli fare un giorno o un fine settimana completo in bicicletta. Lo porto su quei percorsi abbastanza sicuri, ciclabili, lontani dal traffico facendogli provare un’esperienza nuova perché questo è il mio obiettivo. Non mi rivolgo a persone come te che vanno bene in bicicletta e conosci i territori…

F: pedalo ogni giorno!

P: …cerco di invitare le persone che pedalano poco a provare anche una sola giornata in bicicletta.

F: Pierpaolo, ma i turisti faranno vacanze di meno giorni nel prossimo futuro?

P: In generale sì. Oppure faranno vacanze a “pezzettoni”

F: Ma è più facile organizzare gite in bici in Italia o in Europa?

P: il problema principale in Italia è mettere insieme un percorso da fare in bicicletta per una settimana mentre i miei colleghi europei hanno la vita più facile: loro il problema non ce l’hanno perché hanno piste dappertutto, hotel disponibili e attrezzati, trasporti efficienti anche per le bici, officine presenti sul territorio. Noi abbiamo problemi anche a trovare qualcuno che ci porti i bagagli da un hotel ad un altro.

F: l’ultima domanda, l’ultima curiosità che ho (ne ho altre 15.000!): quando porti gli stranieri in Italia fai sicuramente trovare loro un’ottima organizzazione, questo lo so, ma come ci comportiamo noi italiani in termini di accoglienza? Che idea si fanno di noi i turisti stranieri?

P: I preconcetti dello straniero sono tanti: pensano addirittura che non ci sia l’acqua potabile oppure che gli ospedali non funzionino bene. Per fortuna trovano in generale un’ottima accoglienza. Tieni presente che il nostro turista arriva in piazza San Marco a Venezia e si sente un pollo in batteria per essere spennato da chi lo prende per la giacca per vendergli qualcosa. Lo stesso turista però attraversa in bicicletta paesini come Zelo, come Bergantino dove c’è la signora del piccolo bar/alimentari che aspetta il gruppo di turisti di Girolibero. Oppure il direttore del Museo della Giostra di Bergantino che sprizza felicità da tutti i pori quando arriviamo. Se poi capita che qualcuno si fa male e va all’ospedale rimangono tutti esterrefatti dalla nostra sanità super moderna e super efficiente.

F: l’Italia che non ti aspetti…

P: Noi italiani ci denigriamo troppo rimanendo stupiti da queste eccellenze

F: Pierpaolo ti ringrazio molto! È stato, come prevedevo, molto interessante parlare con te

P: anche per me, ancora più interessante

F: Grazie ed a presto

P: A presto allora, ciao Filippo