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Intervista a Marco Sclarandis

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ah la bicicletta

Marco Sclarandis, poeta e ciclista

Il testo seguente è la trascrizione dell’intervista che potrete ascoltare nel podcast cliccabile al 4° punto dell’onda.
Chiedo scusa se nel testo possono esserci errori e imperfezioni dovute alla trascrizione automatica dell’audio


Legenda
F: Filippo Catania
M: Marco Sclarandis

F: oggi incontriamo Marco Sclarandis che mi ha colpito molto per quello che scrive e per come lo scrive e lo saluto. Ciao Marco!

M: Ciao come va?

F: bentrovato! tu abiti a Pescara, ma sei piemontese, ma mi sembra che sei molto poco sabaudo.
Ti chiamo perché ho visto le tue poesie sul sito web di Fiab Pescarabici: queste poesie parlano di bicicletta ovviamente, ma hai un grande occhio all’ambiente, sei capace di trovare molto nel profondo dell’animo umano, riesci a vedere molto dell’intimo, proprio come fanno i poeti oserei dire.
Ma tu sei più poeta o più ciclista?

M: bisognerebbe fare un calcolo matematico molto difficile per cui al momento sospendiamo la domanda.

F: va bene! Ma insomma tutte e due, mi pare plausibile. Fra qualche minuto ascolteremo una tua poesia: ce ne parli, ce la presenti? mi dici come è nata?

M: questa poesia parla di un fatto reale che mi è capitato un pò più di quaranta anni fa e io comprai una bicicletta che aveva i cerchi in legno, e non sapevo neanche che esistessero i cerchi in legno, e che poi questa bicicletta alla fine finì nelle mani di un mio carissimo amico col quale ho fatto un pezzo di servizio civile a Castel Magno che è un altro posto molto singolare e lo è tuttora. Tutta una catena di pensieri pochi giorni fa mi ha riportato a questo fatto della mia vita e che è collegato con talmente tante cose alla mia vita, con fili sottili e ingarbigliati che merita di essere messo in versi.

F: Quindi se non è stata la tua prima bicicletta poco c’è mancato!

M: è stato come quando si incontra una persona: non avresti mai pensato di avvicinarla

F: noi che andiamo in bicicletta poi stabiliamo un rapporto molto intimo con il mezzo, cosa che succede molto meno con l’automobile perché probabilmente la bicicletta mette in contatto di più il corpo con l’ambiente, la mente con l’ambiente.

M: Se avessimo un modo umano di raccontare le le storie che legano le persone alle biciclette non basterebbe una biblioteca di centinaia di volumi.

F: avremo occasione di raccontare questo ed altro in un nostro prossimo incontro. Grazie Marco!

M: Grazie a te! ciao ciao

di seguito la poesia di Marco

Ah quella bicicletta
frenata da bacchette
i suoi cerchi in frassino
una rarità pure per la mia età
comprata con una banconota
col Tiziano dallo sguardo assorto
e lei Signora in quella viuzza corta
della mia natìa piccola Parigi
era davvero unica e aggiustava
quei telai quei cerchi storti
come una sacerdotessa e bella
e insieme lottando con l’età
come mi son pentito poi
colto da furia creativa
tolsi il contropedale al mezzo
l’acciaio tondo cacciò il legno
il freno migliore ma banale
divenne un biciclo anonimo
che rivendetti al pietoso amico
ancora ti ricordo bicicletta
della mia avventata gioventù
sia nera com’eri e quel turchese
col quale ti rivestii esaltato
che fortuna fu montarti in sella
e discendervi illeso e uomo.

Marco Sclarandis